Afa e turbe spaziotemporali
Nel senso che ho incontrato il sosia di Johnny Depp travestito da Jack Sparrow.
Al supermercato.
A Limbiate.
Ad Agosto.
Buon sangue non mente
Tornata nella calda Brianza, quello che mi si è prospettato davanti agli occhi è stato il deserto dei tartari. Sono tutti in vacanza: livello di smog ai minimi storici e io posso considerarmi la regina della strada, nonostante l’ormai mitico pandino sia passato a miglior vita.
Pochi istanti prima che il fatto avesse luogo, nel buio della sala tutti gli occhi erano puntati al grande schermo: le immagini del film erano talmente intense che anche i ruminanti più accaniti avevano smesso di masticare pop corn, e i bevitori più inguaribili avevano arrestato il moto di risucchio da un bicchiere ormai vuoto di coca cola quando, all’improvviso… un rutto. Era mio fratello. Si è subito guardato attorno per poi bisbigliarmi “Minchia che figura dimmerda”.
Ma una grammatica?
E tutto il resto è noia
Essendo di pessimo umore, oggi avevo voglia di rovinare le aspettative cinematografiche altrui.
I gatti neri prendono appuntamento per attraversarmi la strada
Finito l’anno bisestile, subentra la crisi. Sembrano non esserci spiragli per il mio futuro, per adesso.
La saggezza popolare ci insegna che ogni medaglia ha due lati: perché quindi fermarsi a guardarne solo uno ignorando il secondo?
Reagirò al bieco fatalismo che mi ha contraddistinto negli ultimi mesi sbirciando il retro del doblone per aprire gli occhi su quello che può offrirmi ciò che ‘possiedo’ adesso: illimitate possibilità di azione e distacco da ciò che prima mi turbava. E, plasmando a mia immagine e somiglianza l’immensa saggezza di Bridget Jones: “In momenti come questo si può scegliere. Rinunciare, e conseguentemente accettare paranoie lontane 150 Km per poi magari finire mangiata dai pastori alzaziani della mia coscienza oppure no. Io ho scelto di no. E la vodka lemon.”
- Hai mai la sensazione che non ti capiterà mai niente di buono?
- Certo! e non mi è mai capitato. Ma che cosa cambia? Sono vivo e riesco a sopravvivere
- Ecco vedi? Io non voglio solo sopravvivere! nei libri di cinema dicono che ogni personaggio deve compiere un arco… Hai capito? Insomma partono tutti da uno stesso punto, e poi fanno qualcosa loro, o gliela fanno fare gli altri, che gli cambia la vita. E questo è il loro arco. E il mio arco dov’è?
Già.
Non ho altro da aggiungere, sarebbe solo ulteriore fiato sprecato e ne ho parlato fin troppo. Ho la nausea per le mie stesse parole: la sfiga ha incantato il suo disco su di me.
Ma bando alla ciance e ritorniamo alle vecchie abitudini che, appartenendo al passato, sono sicuramente buone. Ottica del ‘si stava meglio quando si stava peggio’.
Stasera ho allietato il mio rancore adornato da un precoce raffreddore con
E’ sempre stato il mio sogno abbandonare sentimentalismi e ragioni di cuore per diventare una donna glaciale. Brrr.
OVVERO
LETTERA DI PRESENTAZIONE AKA CERCO STAGE DISPERATAMENTE (ANCORA)
Mi chiamo Caia Sempronia e scrivo per qualcosa che, forse, avrete già intuito: sono alla ricerca disperata di uno stage.
Nell’ultimo anno ho frequentato un master universitario in Editing e scrittura di prodotti audiovisivi presso il Virtual Reality and Multimedia Park di Torino. Finite le lezioni ho atteso con ansia l’inizio di uno stage, per poter finalmente applicare mente e corpo in attività che hanno luogo nel mondo reale e non tra le quattro ovattate mura di un’aula universitaria. Forse l’anno bisestile ha creato uno smottamento planetario con ripercussioni sul mercato del lavoro, perché dopo svariati masi sono ancora qui a cercare qualcuno disposto a offrirmi una possibilità formativa e lavorativa semi-gratuita.
Cosa posso offrirvi? tutte le cose che mi sono state insegnate, farcite da spirito fantasioso. So scrivere trattamenti, sinossi, sceneggiature; so gestire telefonate in entrata e in uscita, sono fornita di sano spirito organizzativo (anche se potrebbe sembrare il contrario) e imparo velocemente. In più so cambiare l’acqua ai pesci rossi in cattività.
Se avete bisogno di una persona a cui trasmettere tutte le vostre grandissime conoscenze riguardo una produzione audiovisiva, mi candido come allieva modello.
Se poi siete dubbiosi riguardo la mia sanità mentale, allego il mio curriculum vitae cosicché possiate capire che sono una ragazza come tante altre.
In attesa di un eventuale risposta
Saluti
Durante la giornata il tempo assume diverse sfaccettature. La mattina, per esempio, se esci di casa un minuto più tardi del dovuto, sei irrimediabilmente in ritardo. Sessanta secondi che fanno diminuire la salivazione in modo inversamente proporzionale all’aumento dell’arsura.
Quando andavo al liceo quel minuto di ritardo mi faceva perdere il pullman nonché il posto in paradiso.
Vedevo arrivare il pullman in lontananza e cominciavo la mia abituale corsa mattutina. Ma molto spesso la forza motrice delle ruote era molto più veloce dei miei piedi. A questo punto sorgevano spontanee le imprecazioni, imprecazioni che sono aumentate col progredire dell’età.
Di questo passo, quando sarò una vecchia zitella sola, mi ritroverò a comunicare solamente attraverso espressioni poco ortodosse, e i miei gatti saranno gli unici esseri viventi a capire cosa realmente io voglia dire.
Non che adesso il mio pensiero sia così intelleggibile.
Stasera ho visto un film carino, Schegge di April

Storia semplice e semplicemente realizzata che strizza l’occhio alla comicità dei dialoghi e dei personaggi benché gli manchi quel non so chè esilarante che l’avrebbe fatta diventare una commediuola fuligginosa e brillante come piace a me. Ma tutto sommato si guarda con piacere.
Complimentandomi da sola per lo sforzo fatto per queste ultime quattro righe (novità assoluta), mi farò accogliere dalle braccia di Morfeo, che questa giornata ha da finì.
Sono a casa a fare la calza, contro ogni aspettativa.
Sono quelle tipiche giornate in cui ti svegli la mattina e qualcosa da fare ce l’avresti pure, ma hai la testa talmente piena di fuliggine che l’unico movimento consentito è il click che fa partire un film. In modo da annullarsi per quell’ora e mezza/due consentite dalla medicina cinematografica e seriale.
Ma il countdown è partito, fra 13 giorni incomincia l’anno nuovo. E potrò finalmente smettere di rosicare.
Muoio dalla voglia di incollare locandine di film.
In questi giorni di noia cosmica ho sollazzato le mie tristi ore di veglia con i seguenti film.

Incantevole la purezza del/della protagonista.
E il pendere dalle labbra di chi sembra interessarsi a te. Per poi spaccarsi il naso contro un muro di granito.


Per vedere questo film della durata di circa un’ora e mezza, ci abbiamo messo il doppio del tempo.
In ogni caso il personaggio del cieco di colore con gli occhiali neri che suona il pianoforte è un po’ inflazionata. Ma giusto un po’.

Avevo voglia di una commediuola semplice e di beatificare la mia vista
Ma le mie scarse aspettative sono state deluse. Film inconcludente dal punto di vista della trama e dei personaggi. Non ho ben capito a fondo neanche il titolo.
Ma nel guardare una cosa del genere, mi rassicuro sul fatto che ce la posso fare anche io, a scrivere un film spazzatura.
In ogni caso, ridatemi Heroes.
