Già che ci sei, pugnalami alle spalle
Ma cosa vogliono da noi? che doniamo anche un rene per beneficenza?
Si lavora dalle 9 alle 19, con un’ora di pausa. 9 ore al giorno per cinque giorni settimanali.
700 euro al mese. 3,8 euro all’ora.
Ma una grammatica?
La dura vita del precario medio italiano
Io, personalmente, sono indisciplinata: chiacchiero, vado a fare la pipì non solo alla pausa e quando mi dimentico la ‘cena’ a casa mangio cipster avidamente (ma solo quando il telefono squilla a vuoto, sia chiaro).
Però faccio anche 9 interviste a sera.
In questo senso non so cosa aspettarmi. Riusciranno i nostri eroi a pagare l’affitto del prossimo mese?
Trovatemi un lavoro vero.
Io conosco il signor Nessuno
Dalle 17.30 alle 22.00 mi trasformo in un soldato alle dipendenze dei sondaggi ed effettuo indagini di mercato telefoniche.
-Quanto ritiene efficace lo scopino del cesso?
Molto efficace? abbastanze efficace? poco o per niente efficace?
E proprio oggi la realtà ha superato la fantasia. Mi ha risposto Nessuno. No, non quello che rispondeva a Polifemo, ma Nessuno in carne e ossa!
-buonasera sono un’intervistatrice e dovrei porle alcune domande
-mi dispiace signorina ma in casa non c’è nessuno!
-ma è sicuro che non si sia proprio nessuno?
-gliel’assicuro! cos’è non si fida??
-mi fido eccome! allora passi una buona serata eh…
-anche lei signorina!
Questi si che sono misteri della scienza e della tecnica.
Bambocciona, per scelta degli altri
Essere bamboccioni è uno status ormai.
Stessa cosa per i bamboccioni. Credo siano davvero pochi i bamboccioni per scelta, ovvero quei giovani che si fanno mantenere dai genitori e sono contenti e, soprattutto, fieri del proprio status di mantenuti. Al contrario, credo che la stragrande maggioranza di essi sogni l’indipendenza economica e guardi al mercato del lavoro come a un miraggio, sostanzialmente.
Io sono, per l’appunto tra quest’ultimi. E con un profilo standard tra l’altro: laurea (facoltà umanistica, ovviamente), master (ambito umanistico, è chiaro), 25 anni. Troppo “qualificata” per lavori comuni, troppo poca esperienza per lavori nel mio campo. L’unica strada è quella dello stage. Ma non un singolo stage (perché, come tutti, l’ho fatto anch’io) ma una serie infinita di stage non retribuiti o pagati una miseria.
La domanda sorge spontanea. Cosa diavolo posso fare per smettere di essere una bambocciona?
Qualcuno mi offre un lavoro?
Anche io ho una scrivania
Da oggi ho un ufficio con una scrivania, un pc, una stampante, fogli di carta e addirittura biglietti da visita.
Nacqui 25 anni or sono. Fin dalla tenera età solevano bisbigliarmi all’ orecchio “potresti fare la scrittrice da grande sai? hai talento”. Mi hanno messo la pulce nell’orecchio insomma.
Un’aspirazione rimasta sopita per molti anni, che ha tuttavia ricominciato a bussare alla mia scatola cranica anni fa, quando cominciai a scrivere racconti con scarsa attitudine e costanza.
Come la maggior parte dei giovini italiani mi sono laureata col pieno dei voti e per una volta ho voluto dar retta ai consigli che mi diedero quand’ancora ero in fasce. Una delle motivazioni per le quali mi sono iscritta a un master universitario di scrittura per prodotti audiovisivi. E qui ho trovato la mia vera ragion d’essere: l’ideazione. Droga e necessità, gioia e disperazione, denti senza pane: ahimè, mai campo professionale fu più ostico!
E di conseguenza si fa quel che si può: si mandano curriculum a raffica con lettere di presentazione copiaincollate e modificate all’occorrenza. E qualcuno richiama per fissare un colloquio.
Mi hanno chiamato in effetti. Un’agenzia pubblicitaria. La caverna della creatività al servizio del prodotto commerciale.
E ora anche io ho una mia scrivania. Con un pc, una stampante, fogli di carta e addirittura biglietti da visita.
No, non mi hanno preso per fare la copywriter. Vendo spazi pubblicitari.
