Pagare (per farsi rubare il tempo)
Stamattina sono andata in Motorizzazione a Milano per fare la nuova patente, quella per le persone speciali come me.
La mia avventura si è svolta più o meno in questa maniera.
Arrivo in motorizzazione e chiedo informazioni ad un dipendente che, molto gentilmente mi indirizza verso l'ufficio ics al primo piano
Arrivo all'ufficio ics al primo piano, prendo il numerino e aspetto il mio turno in fila.
Dopo tot minuti l'impiegata mi riceve, dà un'occhiata alle carte che ho con me e mi dice 'per fare il duplicato ho bisogno di un modulo che ti daranno allo sportello 25, piano terra'.
Mi dirigo verso lo sportello 25 al piano terra, e aspetto il mio turno in fila. L'impiegata mi riceve, le spiego che mi serve il modulo per fare il duplicato della nuova patente e mi dice 'ecco il modulo, oltre a questo ci sono anche i bollettini da pagare in posta. In più devi fare fotocopia della carta d'identità, patente vecchia e codice fiscale'.
Esco dalla motorizzazione e aspetto il mio turno per fare le fotocopie.
Esco dal bar-fotocopisteria e vado in posta. Aspetto il mio turno in fila. Pago i due bollettini e piena di moduli e carteggi vari, mi dirigo nuovamente all'ufficio ics al primo piano.
Arrivo all'ufficio ics al primo piano, prendo il numerino e aspetto il mio turno in fila.
Dopo tot minuti l'impiegata mi riceve, dà un'occhiata alle carte che ho con me e mi dice 'ok, vanno bene. Ora con il questo modulo che mi hai portato e io ho timbrato vai allo sportello 29 piano terra e li consegni'.
Esco dall'ufficio ics al primo piano e mi dirigo allo sportello 29 al piano terra. Aspetto il mio turno in fila.
L'impiegata mi riceve, consegno a lei modulo, bollettini e fotocopie varie di cui finalmente mi libero. Stacca un foglio dalla sopracitata modulistica e mi dice 'ecco, con questo foglio torni fra 40 giorni e ti diamo la patente nuova per persone speciali.'
Obiettivo mattinata: rifare la patente.
Tempo impiegato per raggiungere l'obiettivo: due ore
Note: sticazzi.
Ridatemi la patente
Tre mesi sono passati e ancora non ho tra le mani il mio prezioso tesserino.
Se una persona lavora dal lunedì al venerdì fino alle 17,30 come potrà essere entro le 18.00 dai maledetti vigili?
Imprecazioni random
La vita dei giovani è una continua umiliazione
- Ah, e ti pagano?Dialogo di prassi tra giovani del terzo millennio.
Si sta come d’estate sui cactus le spine
“Aridità”, a voler essere ancora più ermetici. Mi rinsecchisco sotto il sole bollente cercando di nutrirmi con la poca e sporca acqua che riesco a grattare dal fondo del vaso.
Siete tutti quanti dei Ponzi Pilati del terzo millennio. E io preferisco assorbire le ultime gocce di acqua che rimangono, piuttosto che bere dai vostri ipocriti calici dorati.
Bambocciona, per scelta degli altri
Essere bamboccioni è uno status ormai.
Stessa cosa per i bamboccioni. Credo siano davvero pochi i bamboccioni per scelta, ovvero quei giovani che si fanno mantenere dai genitori e sono contenti e, soprattutto, fieri del proprio status di mantenuti. Al contrario, credo che la stragrande maggioranza di essi sogni l’indipendenza economica e guardi al mercato del lavoro come a un miraggio, sostanzialmente.
Io sono, per l’appunto tra quest’ultimi. E con un profilo standard tra l’altro: laurea (facoltà umanistica, ovviamente), master (ambito umanistico, è chiaro), 25 anni. Troppo “qualificata” per lavori comuni, troppo poca esperienza per lavori nel mio campo. L’unica strada è quella dello stage. Ma non un singolo stage (perché, come tutti, l’ho fatto anch’io) ma una serie infinita di stage non retribuiti o pagati una miseria.
La domanda sorge spontanea. Cosa diavolo posso fare per smettere di essere una bambocciona?
Qualcuno mi offre un lavoro?
Al danno non manca mai la beffa
Forse non tutti sanno che, ormai un mese fa, ho messo la parola fine al mio master. Ho scritto la relazione di fine anno (molto polemica), ho fatto la consueta discussione (abbastanza ridicola), sono stata proclamata dalla commissione (ecco un’altra disoccupata ad ingrossare le percentuali italiane), ho brindato al mio futuro (quale futuro?).
Ed ecco arrivare a casa il famoso e agognato pezzo di carta in busta rigorosamente chiusa e decorata dagli stemmi della scuola. Apro la busta febbrilmente per rimirare il gramo risultato delle fatiche dell’ultimo anno, osservo il rettangolare pezzo di carta col quale potrei benissimo pulirmi il sedere e il sorriso che inevitabilmente ho stampato in faccia sparice in un nanosecondo: il voto scritto sull’attestato è ovviamente sbagliato.
L’ulteriore prova che il destino continua a sbattermi in faccia riguardo all’enorme sbaglio che ho commesso nel volermi iscrivere a un master (universitario per giunta!) molto costoso da cui non ho ricavato nulla. Se non amarezze, dispiaceri e perdita della speranza, ovviamente.Non mi resta altro che fare un appello: se mai vi venisse in mente di iscrivervi a uno dei Master del Virtual Reality and Multimedia Park di Torino, non fatelo.
Non è solo una mia opinione purtroppo.
I motivi sono molteplici e non li elencherò tutti.
Dovrete necessariamente fidarvi del mio appello lacunoso.
Perché ormai sono passati dei MESI, mesi in cui la scuola avrebbe dovuto fornirmi uno stage, completato il quale avrei ottenuto il tanto agognato attestato. Peccato che nulla, davanti a me, si stia smuovendo. Con mani e piedi legati attendo una chiamata, invano. Con mani e piedi legati da cotanta burocrazia, non posso far nulla. Se non cercarmelo da sola, il benedetto stage.
Perché ormai non hanno neanche più la decenza di rispondere alle mie mail di sollecito.
Quindi giorni. Dopodiché le misure che adotterò saranno altre, e non saranno affatto piacevoli.
Questi mesi passano lenti, tra un ciclo mestruale e un altro.
Attendo una telefonata che credo non arriverà mai e questo causa una falla nella sacca della mia proverbiale pazienza: perdo, goccia a goccia, quantità inimmaginabili di liquido patientis.
Presto la sacca rimarrà vuota e io migrerò verso altri lidi. Perché va bene essere una ragazza coscienziosa e responsabile, ma quando è troppo è troppo.
Il primo agosto è troppo, per tutti.
L’altra sera sono uscita per bere una birra in compagnia delle amiche zanzare e di altri vari umanoidi. Giusto il tempo di essere massacrata su gran parte del mio corpo che è sceso giù quello che, biblicamente, si chiama il diluvio universale: acqua a secchiate, oltre a una media rovesciata sui sedili del mio pandino.
Al riparo sotto la tettoia dei carrelli della spesa di un supermercato di provincia si è affrontato il discorso ‘tradimento’: gli uomini tradiscono con l’ormone, le donne col sentimento.
DISSENTO.
Vorrei che si sfatasse il mito delle donne ottocentesche prive di estrogeni ma ricche di roseo spirito romantico. L’ormone è una condanna, per tutti nessuno escluso.
Ieri ho visto
Elisabethtown

film di Cameron Crowe del 2004.
Io lei la amo.
Alla scoperta di Charlie

film di Mike Cahill del 2007.
No io non sono capace a recensire i film. Ci potrei almeno provare, ma quello che posso fare oggi lo farò domani.

