Nuovi giochi: la totosfiga
Uno stage alle spalle, un lavoro da operaia e il 2010 stenta ancora a decollare.
Purtuttavia l’aver fatto l’operaia mi ha fatto perdere parecchio adipe (plus) nonché aquistare discreta pecunia (plus). A questo scopo ho pensato di investire il piccolo gruzzolo guadagnato in qualcosa che non facevo da parecchio tempo causa perenne disoccupazione: un viaggio.
Si sceglie la meta, si aquista il volo un mese prima, si prenota l’albergo, si comprano i biglietti per un concerto in loco e si attende in fibrillazione l’arrivo del desiderato giorno. L’attesa, nel frattempo, viene smorzata dallo sfogliare convulso della Lonely Planet: troppe cose da vedere, pochi giorni per farlo ma tanta determinazione a viversi ogni singolo secondo per gridare ai quattro venti che forse qualcosa sta cominciando ad andare per il verso giusto.
Poi il vulcano eruttò e in me ricominciò a farsi strada il nichilismo.
