E’ che i pensieri pseudo rimossi tornano a galla quando meno te l’aspetti.
Forse complici sostanze psicotrope, ci si ritrova faccia a faccia con la propria amigdala. Ci si trova faccia a faccia con la memoria emozionale. Che non lascia scampo.
Vortici di lacrime e vari ettogrammi di muco. Le prime vengono scacciate con un deciso movimento della mano. Il secondo si adagia su un semplice fazzoletto di carta.
Lacrime e muco. Ovvero il corrispettivo fisico del dolore. Sia mentale che fisico.
E ci si ritrova a voler utilizzare il linguaggio verbale per rendere compresibile a chi ti sta di fianco il tuo disagio.
Ma il tradurre in parole dal significato condiviso questo tuo stato, sembrerebbe quasi un ergersi a vittima sacrificale della compassione altrui.
Peccando altresì di egocentrismo melodrammatico. Preferisco non gravare su sistemi nervosi altrui.

in aria Epoca, Gotan Project

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Si sta come d'estate sui cactus le spine

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