Non so se sia stato il ristorante giapponese a provocare in me tali portentose visioni notturne, ma tant’è.

Mi trovo a casa della Vale, che stranamente abita nell’appartamento di fronte al mio. L’arredamento è proprio quello della casa di fronte alla mia, che in realtà non è la casa della vale. Strabiliante.
Mi sento male, voglio tornare a casa, sono le sei del mattino, forse ho bevuto troppo.
Mi affaccio sul balcone e vedo mio fratello che si sporge dalla ringhiera per dirmi di tornare.
Attraverso il pianerottolo. Entro in casa e mia mamma sta pulendo con lo spazzolino da denti un improbabile lampadario di cristallo che pende dal soffitto della cucina. Mio fratello parla con la madre, l’uomo di casa guarda la tv.
Cambia ambientazione.
Mi trovo con la Vale di fronte alla porta di una casa, che sembra una reggia. E’ la casa di Luca.
Suoniamo il campanello e apre sua madre, che ci porta in cucina dove c’è Luca che mangia, con il resto della sua famiglia. C’è anche suo fratello, che però è molto più piccolo, 13 anni, biondo. Sembra quello del video di bob sinclair.
E’ tardi e dobbiamo andare a dormire. Entriamo in una stanza: ci sono un letto matrimoniale e due letti singoli. Luca dorme in quello matrimoniale, la Vale corre per accaparrarsi il posto vicino a Luca e io, che non ho la sua stessa prontezza di spirito, indugio sulla porta. Il mio viso è percorso da una smorfia di disappunto. Volevo dormire io nel lettone.
Controvoglia mi ficco nel letto singolo, quello vicino alla porta. Si spengono le luci, la Vale scende dal letto per andare a lavarsi i denti, devo andarci anche io, aspetto che torni lei.
Dopo un sacco di tempo la Vale torna e le chiedo "il bagno dov’è?" "proprio qui davanti, la porta di fronte".
Scendo dal letto, ho i piedi nudi, esco dalla stanza, la porta si richiude alle mie spalle.
Davanti a me c’è una specie di bar, di certo non è un bagno.
Comincio a cercare il bagno.
Entro in una grande stanza, la luce è azzurra, elettrica. Disposti contro il muro ci sono molti letti, alle sbarre dei letti sono legate delle persone, di fianco ai letti ci sono delle sedie, vuote. Sembra di essere in un manicomio.
Proseguo oltre i letti e mi trovo in un ambiente tipo caverna, la luce è ancora blu elettrica.
Mi scappa la pipì, devo cercare un bagno.
Intorno a me ci sono solo delle pietre lisce e persone visibilmente pazze che passeggiano.
Trovo un bagno, ma c’è solo il water, senza pareti. E’ su un piano rialzato e tutti mi vedrebbero se facessi la pipì lì.
Trovo un altro bagno, una turca, con i muri bassi e una tendina blu al posto della porta. Se mi abbasso riesco a fare la pipì senza che nessuno mi veda.
Comincio a fare la pipì, ma arriva un vecchio che comincia a tirare la tendina, io la tengo in modo che non riesca ad aprirla.
Però comincia a guardarmi dall’alto, io gli dico di smetterla, arriva suo figlio che gli da uno schiaffetto e mi chiede scusa, poi comincia a guardarmi lui.
Io gli dico "non è che lui non può e tu si eh?"
finisco di fare la pipì, ma ho i piedi tutti sporchi, perchè non ho le scarpe.
RIfaccio tutto il percorso al contrario, passo oltre i letti con le persone legate sopra, mi ritrovo nella stanza con la specie di bar. Li c’è il fratello di Luca, che mi dice qualcosa. Ma non me la ricordo.
Parlo con lui ma ad un certo punto sento che qualcuno mi strattona, alle spalle.
Mi giro, c’è la giulia con la sua giacca nera della montagna, che mi dice: "ma dove sei stata? è un sacco di tempo che ti cercavamo io e luca! luca era preoccupato".
Io guardo luca, gli chiedo se possiamo andare fuori a parlare. Lui dice di si.
Allora chiedo a Giulia una sigaretta, visto che non ne ho.
Lei si mette le mani in tasca e ne tira fuori tantissime, vuole darmele tutte, io ne prendo due.
Fuori chiedo a Luca: "ma cos’è quella stanza con la luce blu che c’è a casa tua??"
Lui: "ah, è il caffè Talì, tranquilla..è un bar alternativo".
poi comincia a parlare, sta per dirmi qualcosa.

E a quel punto mi sono svegliata, e non saprò mai cosa aveva da dirmi.
E mi sono svegliata in preda al panico, con la salivazione completamente assente, mal di stomaco,e  voglia di fare la pipì, che in realtà non mi scappava.
Ai posteri l’ardua missione di interpretare tale messaggio onirico.
Io per ora vado a dormire sperando in messaggi meno complicati.

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About pattumieraemotiva

Si sta come d'estate sui cactus le spine

One response to “”

  1. anonimo says :

    paura!
    e poi perchè devo essere io quello con la casa psicopatica?!?!
    lou

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