Avrebbe potuto essere un capolavoro

Ma non lo saprò mai.

Stanotte, prima che gli antidolorifici facessero effetto mi è balenata alla mente un’idea illuminante, quelle tipiche del dormiveglia, per intenderci. E, in quel frangente l’ho considerata geniale.

Nel deliro del dolore riesco a sperimentare il flusso di coscienza: è come se fossi seduta in prima fila durante una sfilata: vedo scorrere di fronte a me diversi modelli di abiti che spaziano dalla bellezza esterema fino alla definizione di mostruosità.

In questo caso ho visto sfilare la genialità, o almeno così mi sembrava. Ma, troppo dolorante per alzarmi e decisamente sconvolta per afferrare carta e penna e buttare giù l’idea, ho deciso di affidarla alla mia memoria ripetendo mentalmente due o tre volte di cosa si trattasse.

Stamattina ho aperto gli occhi e ricordavo… una bella ceppa!

Forse ho avuto in mano per qualche minuto la chiave del mio successo (ormai perduto) o, molto più probabilmente, sono stata vittima dell’effetto dormiveglia, che ti fa sembrare geniale anche lo scopino del cesso.

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Si sta come d'estate sui cactus le spine

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