La bioluminescenza degli abissi

Fermarsi e guardare dietro di sé. Ma più che osservare cosa ci si è lasciati alle spalle, si tratta di quel particolare caso in cui è necessario guardarsi attorno.

Girarsi di trecentosessanta gradi e scoprire di essere sommersi dall’acqua che spinge e schiaccia con la pesantezza della sua pressione.

E’ acqua buia e torbida che trova la propria luce nella bioluminescenza: sparuti e improvvisi bagliori che confondono e ingannano l’orientamento.
Pensi di aver finalmente trovato la giusta strada per poi ritrovarti ancora più smarrito, incapace di scegliere la direzione.

Ti fermi e chiedi aiuto, ma l’acqua impedisce la propagazione del suono.
Ti fermi e piangi, ma le lacrime si mischiano all’oceano che ti circonda.

In gabbia.

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Si sta come d'estate sui cactus le spine

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