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Afa e turbe spaziotemporali

Sono tornata a vestire i panni della figlia devota. Proprio per questo oggi sono andata a fare la spesa, non tanto per il mio frigorifero sabaudo, quanto per la credenza dei genitori.
Ebbene, armata di carrello mi destreggiavo abilmente  tra le corsie del supermercato quando davanti ai miei occhi è apparso Jack Sparrow.
Nel senso che ho incontrato il sosia di Johnny Depp travestito da Jack Sparrow.
Al supermercato.
A Limbiate.
Ad Agosto.
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Buon sangue non mente

Tornata nella calda Brianza, quello che mi si è prospettato davanti agli occhi è  stato il deserto dei tartari. Sono tutti in vacanza: livello di smog ai minimi storici e io posso considerarmi la regina della strada, nonostante l’ormai mitico pandino sia passato a miglior vita.

E questa sera, poiché ero troppo stanca per affrontare qualsiasi evento associato all’aggettivo ‘mondano’,  ma mediamente afflitta per rimanere tra le mura domestiche, ho scelto di andare con mio fratello a vedere Harry Potter e il principe mezzosangue: è probabilmente il meno riuscito della saga, ma in ogni caso non si è rivelato l’obrobrio cinematografico che in molti mi avevano descritto.
Ed è stato proprio durante la proiezione che si è verificato un fatto fuori dall’ordinario, talmente impressionante che tutti gli spettatori in sala hanno interrotto per un attimo il patto di verosimiglianza col film per tornare bruscamente alla realtà.
Pochi istanti prima che il fatto avesse luogo, nel buio della sala tutti gli occhi erano puntati al grande schermo: le immagini del film erano talmente intense che anche i ruminanti più accaniti avevano smesso di masticare pop corn, e i bevitori più inguaribili avevano arrestato il moto di risucchio da un  bicchiere ormai vuoto di coca cola quando, all’improvviso… un rutto. Era mio fratello. Si è subito guardato attorno per poi bisbigliarmi “Minchia che figura dimmerda”.

Ma una grammatica?

Stamattina ho fatto l’ennesimo colloquio per l’ennesimo posto di commessa per il quale probabilmente non verrò ricontattata.
Ma non è questo il punto.
Il nodo della questione risiede in colei che mi ha fatto sostenere il colloquio, ovvero l’impiegata dell’agenzia interinale. Oltre al fatto che io non ho quasi proferito parola, l’impiegata si ostinava a sbagliare qualsiasi congiuntivo le capitasse sottomano. Fare un colloquio con un’analfabeta ha ancor di più diminuito la mia autostima. Insomma, lei ha un guadagno mensile, e io che uso correttamente i congiuntivi no.
E se la mattina venivo linguisticamente mortificata, di pomeriggio passeggiavo per le vie del centro di Torino. Ebbene, mi sono imbattuta nelle riprese di un italianissimo film.
Si intitolava “Paura di amare”. Sarà sicuramente un successo.

E tutto il resto è noia

Giorni fa, alla TV, mi è capitato di vedere ‘Ray‘. Non mi dilungo neanche troppo:  si trattava di ‘Walk the line’, con la sola differenza che al posto di Johnny Cash c’era Ray Charles.

Essendo di pessimo umore, oggi avevo voglia di rovinare le aspettative cinematografiche altrui.

I gatti neri prendono appuntamento per attraversarmi la strada

Finito l’anno bisestile, subentra la crisi. Sembrano non esserci spiragli per il mio futuro, per adesso.

Ma raccontare la rava e la fava sarebbe quantomeno inappropriato e inopportuno per il novello aplomb che contraddistingue la mia persona.
La saggezza popolare ci insegna che ogni medaglia ha due lati: perché quindi fermarsi a guardarne solo uno ignorando il secondo?
Reagirò al bieco fatalismo che mi ha contraddistinto negli ultimi mesi sbirciando il retro del doblone per aprire gli occhi su quello che può offrirmi ciò che ‘possiedo’ adesso: illimitate possibilità di azione e distacco da ciò che prima mi turbava. E, plasmando a mia immagine e somiglianza l’immensa saggezza di Bridget Jones: “In momenti come questo si può scegliere. Rinunciare, e  conseguentemente accettare paranoie lontane 150 Km per poi magari finire mangiata dai pastori alzaziani della mia coscienza oppure no. Io ho scelto di no. E la vodka lemon.”

VM

– Hai mai la sensazione che non ti capiterà mai niente di buono?
– Certo! e non mi è mai capitato. Ma che cosa cambia? Sono vivo e riesco a sopravvivere
– Ecco vedi? Io non voglio solo sopravvivere! nei libri di cinema dicono che ogni personaggio deve compiere un arco… Hai capito? Insomma partono tutti da uno stesso punto, e poi fanno qualcosa loro, o gliela fanno fare gli altri, che gli cambia la vita. E questo è il loro arco. E il mio arco dov’è?

Già.

GRAZIE A IDDIO ESISTONO I FILM

Una fonte continua di evasione. Cosicché per quell’ora e mezzo standard (a volte due e anche tre) io possa annullare il rancore che ho dentro per entrare in altri mondi, perfetti nella loro finzione.
Non ho altro da aggiungere, sarebbe solo ulteriore fiato sprecato e ne ho parlato fin troppo. Ho la nausea per le mie stesse parole: la sfiga ha incantato il suo disco su di me.
Ma bando alla ciance e ritorniamo alle vecchie abitudini che, appartenendo al passato, sono sicuramente buone. Ottica del ‘si stava meglio quando si stava peggio’.
Stasera ho allietato il mio rancore adornato da un precoce raffreddore con

In un’Inghilterra dilaniata da intrighi politici e lotta religiosa, Elizabeth si spoglia della propria umanità per diventare Regina.

E’ sempre stato il mio sogno abbandonare sentimentalismi e ragioni di cuore per diventare una donna glaciale. Brrr.