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Tra musica e baci, ricordo

Instancabilmente mi accompagna in ogni mio spostamento. In formato liofilizzato o diffusa direttamente nell’aere, la mia esistenza è permeata da musica.

Confluisce per osmosi e definisce stati d’animo e situazioni senza mai essere fuori luogo. Tanto che, se dovessi pensare alla mia disastrosa vita sentimentale potrei associare canzoni, cantanti o band ad ogni fidanzato o flirt.

Un primissimo amore formato borchie e capelli colorati cosa poteva avere come colonna sonora se non la discografia dei Nofx? Primi baci, primi poghi, primi concerti e prime speranze infrante.

Il primo vero, lungo e, sul finire, tormentato amore. Che, se ci penso, mi viene in mente ‘misantropo a senso unico‘ (!!!) dei Cripple Bastards: trasferte lunghissime a bordo del mio defunto pandino per raggiungere concerti e intere giornate passate a letto, cambiando vinili sul girardischi con un’onnipresente nube di fumo intorno a noi.

Un bacio fuori dal cinema, l’arrivo della primavera, una cotta che che ti toglie il fiato e che, con gli anni, prende una ben diversa forma. ‘Swing life away‘, per dirla con i Rise Against.

Tre anni e mezzo a cavallo di tre regioni, chilometri e chilometri di binari macinati in treno, in macchina e in aereo. Tante canzoni, tutte diverse tra loro, tanti dischi dei generi più disparati e, sullo sfondo, una costante nota malinconica. Against Me!, Pints of Guinness Make You Strong, forse, per dirla in musica.

E poi sentirsi rinascere, ritrovarsi avvolti nel desiderio in uno strascico di estate che sembrava non volesse finire. Giunta al termine, ha lasciato il posto il posto a nebbia e gelo. Fix You, Coldplay.

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Sento puzza di 2012

Alla fine è arrivato con tutta la sua carica apocalittica da fine umanità.

Il 2012 ha fatto capolino e con lui l’ansia da ultima apparizione è diventata palpabile, tanto che gli onori delle cronache musicali e mediatiche mediamente underground sono state interamente occupate da diverse notizie, tutte riassumibili in una sola (e talvolta aberrante) parola: reunion.

Gruppi storici che, dopo anni o decenni di separazione, decidono di calcare nuovamente i palchi prima dell’avverarsi della temuta (?) profezia.
At The Drive In, Refused, Verse, Have Heart e i vecchietti Black Sabbath alcuni tra i tanti.

A me, personalmente, di queste reunion può fregarmene tanto o poco. Non è questo il punto.

Il problema sta nella conseguenza sociale e, lo ammetto, puramente personale del fenomeno: la mia bacheca di Facebook completamente invasa da esultanze di vario genere, link monotematici e emoticon pericolosamente kawaii.

Preferivo il fake di Iva Zanicchi che defecava in studio o il bellissimo videoclip iraniano qui sotto.