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Ma una grammatica?

Stamattina ho fatto l’ennesimo colloquio per l’ennesimo posto di commessa per il quale probabilmente non verrò ricontattata.
Ma non è questo il punto.
Il nodo della questione risiede in colei che mi ha fatto sostenere il colloquio, ovvero l’impiegata dell’agenzia interinale. Oltre al fatto che io non ho quasi proferito parola, l’impiegata si ostinava a sbagliare qualsiasi congiuntivo le capitasse sottomano. Fare un colloquio con un’analfabeta ha ancor di più diminuito la mia autostima. Insomma, lei ha un guadagno mensile, e io che uso correttamente i congiuntivi no.
E se la mattina venivo linguisticamente mortificata, di pomeriggio passeggiavo per le vie del centro di Torino. Ebbene, mi sono imbattuta nelle riprese di un italianissimo film.
Si intitolava “Paura di amare”. Sarà sicuramente un successo.
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Strane associazioni televisive

Stasera, per cena, ho preparato le mozzarelle in carrozza al forno. Un piatto decisamente antiestivo, ma soffoco i miei dispiaceri e la mia noia nella cucina, per la gioia del mio adipe.

Ebbene, stavo mangiando e nel mentre guardavo il noiosissimo “mercante in fiera” alla TV.
Chi ha avuto la sventura di guardarlo, sa benissimo che quasi ad ogni carta in tavola è legata una canzoncina a tema. Chessò, quando la carta è “Bagnino”, parte Tutti al mareeee tutti al mareeee e via di seguito.
Ma stasera è successo un fatto strano. Nel momento in cui è stata eliminata la carta raffigurante un cannone da guerra, è partita una canzone di Bob Marley.
Che Mediaset stia portando avanti una campagna subliminale a favore della marijuana?

Disaster is my second name

Oggi sono andata a trovare la mia dolce metà al lavoro, ovverosia un negozio di ottica. Mentre lui, da bravo lavoratore, sbrigava le faccende io, da brava disoccupata, mi guardavo in giro cercando di ingannare il tempo di un lungo ed estenuante sabato pomeriggio.

E’ stata tutta colpa del maculato: un paio di occhiali leopardati sono stati galeotti della mia rovina.
Un riflesso incondizionato me li ha fatti agguantare e… è crollata rovinosamente mezza parete di occhiali.
Credo proprio che non andrò a trovarlo mai più.

Fnuff

Mi riecheggia nella scatola cranica, sbatte da una parete all’altra come una mosca contro un vetro. Quindi, per definizione, è estremamente fastidiosa. Sto parlando della parola sfiga.

E ad essere più precisi, si tratta di quella particolarissima sfiga che viene centellinata a piccole dosi, in modo che la persona colpita viva in uno stato di disagio perenne. That’s me.
Anyway, non è questo l’oggetto dello scritto quotidiano.
Oggi passeggiavo per le vie del centro cercando di approfittare dei saldi. Anche in questo caso ha vinto la sobrietà, facendomi acquistare una maglietta con sopra stampata una favolosa madonna. That’s me.
Ma non è neanche questo l’oggetto dello scritto quotidiano.
Passeggiavo per le vie del centro e i miei occhi si scontravano continuamente con gli innumerevoli pancioni delle innumerevoli donne gravide che incontravo. Scartata l’ipotesi di un seminario sulla maternità, ho realizzato che probabilmente la crisi e la mancanza di pecunia ha dimezzato le possibilità di divertimento degli esseri umani che conseguentemente passano molto più tempo tra le mura domestiche anziché al cinema, agli aperitivi, in vacanza, o al lavoro. E, in effetti, non esiste nessun passatempio più economico del copulare.
No. Non sto annunciando con giri di parole un mio ipotetico stato interessante. Era una considerazione di fine giornata. Così, tantoperparlà.

La dura vita del precario medio italiano

Oggi al call center hanno detto che domani qualcuno rimarrà a casa. Il fattore discriminante tra il rimanere a casa e l’andare a lavorare risiede nel concetto di disciplina e rendimento.

Io, personalmente, sono indisciplinata: chiacchiero, vado a fare la pipì non solo alla pausa e quando mi dimentico la ‘cena’ a casa mangio cipster avidamente (ma solo quando il telefono squilla a vuoto, sia chiaro).
Però faccio anche 9 interviste a sera.
In questo senso non so cosa aspettarmi. Riusciranno i nostri eroi a pagare l’affitto del prossimo mese?

Trovatemi un lavoro vero.