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L’istante della scelta non è solenne e venerabile. E’ un’agonia

Un tempo imprecisato fa ho fatto una scelta.

Scegliere V.Tr individuare, selezionare tra più persone o cose quella che ha determinati requisiti, che si ritiene la migliore, la più utile.

Non so se, all’epoca, la ritenevo la migliore, sicuramente la ritenevo la più semplice.

E vi siete mai chiesti, quando fate una scelta, sia solo quella dei vestiti la mattina, cosa ne sarà della parte scartata, dove va a finire?
Io una mezza idea ce l’avrei: va a finire nel limbo delle possibilità inutilizzate, nel cosiddetto dimenticatoio.
Le cose cominciano a ingarbugliarsi quando questa possibilità inutilizzata  cerca di scappare e, appigliandosi a qualsiasi pensiero, lotta per rimanere a galla, per riaffiorare, sia pure solo a livello inconscio.

E infatti accade sempre di notte, quando la mia mente è più vulnerabile e tu puoi entrare e uscire come più ti aggrada. Non ho mai avuto sogni ricorrenti, anzi, fino a qualche anno fa non avevo idea di cosa la gente intendesse, materialmente, quando parlava di sogni ricorrenti.

Probabilmente durante la veglia io schiaccio il tuo pensiero sotto tutto il peso del mio ego e tu, per me, non esisti. Vado avanti per la mia strada,  giusta o sbagliata che sia, senza voltarmi.
Quando mi volto divento intrattabile, quindi preferisco non farlo.

Stanotte sei riuscito nuovamente a intrufolarti, facendoti beffe della guardia di Morfeo, e sei giunto al cospetto delle mie palpebre chiuse.
Solitamente sei arrabbiato, non mi rivolgi neanche la parola. Mi odi e io, di rimando, faccio di tutto per spiegarmi, senza speranza e possibilità di successo.
Stanotte no, è cambiato tutto. Finalmente con te, è arrivato il sole. Solitamente arrivi accompagnato da scenari bui e stanze chiuse e oggi, invece, lo spazio era aperto e luccicante di raggi solari. Tu stesso brillavi.
C’era il sole, come la prima volta che ti ho sognato. E come potrei dimenticare il primo sogno? ti ho sognato e neanche ti conoscevo. E lo stesso è successo a te.
Stanotte c’era il sole e mi sorridevi.
E, devo dire la verità, a me stamattina viene un po’ da piangere.

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